Cos’è e come funziona una polizza D&O (Directors & Officers)

Con decreto legislativo 231 del 2001 il Governo ha approvato la disciplina della responsabilità amministrativa delle perone giuridiche, delle società, delle associazione od enti privi di personalità giuridica, etc., dando corpo alle responsabilità degli enti per illeciti amministrativi dipendenti da reato.

Ciò premesso, pertanto, le crescenti responsabilità che gravano sulle figure apicali delle società suggeriscono la sottoscrizione di polizze di responsabilità a tutela del proprio patrimonio personale di:

  • amministratore, consigliere di amministrazione;
  • sindaco membro del collegio sindacale membri del consiglio di sorveglianza istituito ai sensi dl D Lgs 231/2001;
  • Direttore Generale;
  • membro del consiglio di gestione e del consiglio di sorveglianza;
  • membro del comitato di controllo interno, garante del codice etico;
  • dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili e societari;
  • responsabile del trattamento dei dati sensili e personali;
  • dipendenti con la qualifica di quadro;
  • dipendenti pubblici con funzioni di responsabilità

Tutti i soggetti di cui sopra possono essere garantiti da una polizza D & O che in modalità “All risks” (tutti i rischi) si obbliga a tenerli indenni di ogni eventuale perdita conseguente ad un fatto colposo involontariamente commesso nell’ambito del loro incarico.

L’indennizzo può anche essere erogato direttamente alla società se la stessa, per effetto di patti di manleva, abbia corrisposto a terzi l’indennizzo loro dovuto.

I casi di responsabilità colposa possono essere svariati nell’ambito di una normale attività di gestione e controllo.

A titolo di esempio, sicuramente non esaustivo, si possono richiamare i seguenti casi:

  • responsabilità per violazione della normativa in materia di dati sensibili e personali;
  • responsabilità per inquinamento;
  • responsabilità per multe sanzioni ed ammende in capo alla società;
  • responsabilità per mobbing;
  • responsabilità per danni materiali e /o corporali anche per violazione del D Lgs 81/2008 (sicurezza negli ambienti di lavoro), comprese eventuali responsabilità per mancate misure di sicurezza in rapporto alla pandemia da Covid-19; la sentenza della ThyssenKrupp, che ha condannato in via definitiva amministratori, consiglieri etc., dimostra, per un verso che la sicurezza in assoluto non esiste, e per altro verso, la necessità di avere adeguati strumenti assicurativi.
    azione di responsabilità da parte dei soci;
  • responsabilità amministrativa e/o amministrativo contabile;
  • azione di responsabilità precontrattuale della società per violazione degli articoli 1337 e 1338 del codice civile.

Il profilo del rischio che le compagnie dovranno valutare e indicare un premio da pagare, passa attraverso la compilazione di un apposito modulo raccolta dati che consente di conoscere:

  • la specifica attività aziendale e/o professionale;
  • la situazione patrimoniale e conto economico;
  • le specifiche funzioni assegnate;
  • il massimale richiesto;
  • il fatturato aziendale;
  • la retroattività richiesta, posto che la garanzia è formulata in modalità claims made.

Cos’è e come funziona la clausola CLAIMS MADE

Tenuto conto dei tempi di prescrizione molto lunghi (in genere da cinque a dieci anni), il professionista è sempre esposto verso chi ha (magari inconsapevolmente) danneggiato per effetto di un errore professionale.
La clausola consente quindi di coprire, con la funzione della retroattività, anche tale danno che può essere avvenuto prima della sottoscrizione della polizza.

La retroattività può essere limitata ad un preciso periodo e/o illimitata: è sempre preferibile optare per la retroattività illimitata. E’ evidente quindi che eventuali circostanze note che potrebbero dare adito ad un possibile sinistro, al momento della sottoscrizione della polizza devono essere preventivamente comunicati e la loro copertura sarà comunque garantita dalla retroattività accordata.